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L’Istituto “Eugenio Bona”

Il Regio Istituto Commerciale “Eugenio Bona”, unico in Italia a rilasciare il diploma di ragioniere industriale, fu inaugurato il 4 novembre 1913 grazie ad una cospicua donazione di Eugenio Bona che insieme ad altri imprenditori era convinto che la formazione tecnica dei giovani fosse un grande valore per i giovani stessi e per il futuro del territorio. Pietro Sella aveva fondato la scuola tecnica di Mosso, Quintino Sella l’ITIS e Felice Piacenza il Lanificio Scuola.

Il fabbricato, che Eugenio Bona volle bello e nel cuore di Biella, fu costruito dall’impresa Delleani di Pollone su progetto dell’ingegnere Stefano Molli di Torino in stile fiorentino rinascimentale e decorato con ceramiche policrome a smalto della ditta Cantagalli di Firenze.

Secondo Eugenio Bona la qualità dell’ambiente scolastico è fondamentale per formare giovani all’eleganza, al buon gusto e …per fabbricare stoffa buona e bella.

La solida preparazione tecnico commerciale e l’educazione al bello, quale sinonimo di qualità del lavoro, hanno fatto sì che l’Istituto Bona sia stato fucina di tecnici, professionisti, imprenditori e dirigenti, distintisi anche a livello nazionale e internazionale.

Il fondatore: Eugenio Bona, l’imprenditore illuminato

Originario di Sordevolo, per la perdita del padre fu costretto a impiegarsi come apprendista presso la ditta Vercellone, riprendendo dopo qualche anno gli studi interrotti alla Scuola professionale di Biella dove seguì i corsi di tessitura, chimica e tintoria.

Venne, poi, assunto alla ditta Maurizio Sella, dove già lavoravano i fratelli Valerio Massimo e Basilio che intanto ne era diventato il direttore. Lì i Bona appresero da Giuseppe Venanzio Sella le più moderne nozioni tecniche, di organizzazione aziendale e di gestione economica tanto che su indicazione di Quintino Sella Eugenio a soli ventitré anni andò a dirigere il lanificio Giovanni Pastore di Salerno.

Dopo aver prima affittato e poi acquistato con i fratelli il lanificio Laclaire di Caselle, con Valerio Massimo nel 1889 rilevò il lanificio Colongo-Borgnana a Carignano che versava in pessime condizioni. Negli anni successivi i due fratelli comprarono anche la pettinatura De Albertis di Voltri. Nella gestione delle aziende, che nel giro di pochi prosperarono, Eugenio Bona non solo dimostrò doti manageriali, ma anche lungimiranza istituendo per i suoi operai la Cassa Pensioni e la Cassa Maternità.

Nel 1898 presso la Ditta V.E. Fratelli Bona di Carignano lavoravano circa mille operai costituendo un complesso industriale tra i più importanti in Piemonte.

Nominato membro della Commissione Reale per l’Industria Laniera venne incaricato di analizzare le cause del declino dell’industria laniera italiana; pertanto dopo aver esaminato a fondo in particolare la situazione dei lanifici dell’Arpinate e di Isola del Liri, che versavano in grave crisi, tenne nel 1906 una relazione “Sui miglioramenti da apportarsi all’industria laniera italiana”. Per l’analisi precisa e l’acutezza delle considerazioni sul miglioramento delle razze ovine, sui commerci, sui mercati il suo intervento fu di tale valore da meritare la pubblicazione. Ipotizzò anche la necessità di una Scuola nazionale per l’industria della lana. 

I suoi interessi spaziarono anche in altri campi: ebbe successo come agronomo e allevatore, tanto da ottenere riconoscimenti da parte della Regia Accademia di Agricoltura di Torino.

Prese parte attiva alla vita politica e nel 1909 fu eletto deputato liberale nel Collegio di Biella. Fece molto per il problema ferroviario biellese ipotizzando anche con i delegati francesi il traforo del Monte Bianco collegato con Biella. Nei suoi programmi sostenne soprattutto lo sviluppo di strade, di sevizi pubblici, di enti scolastici e assistenziali.

La sua visione di imprenditore illuminato si concretizzò a Biella nella fondazione della prima scuola superiore in Italia che offriva corsi di tecnica amministrativa, di ragioneria industriale, di analisi e conoscenza delle merci e insegnamenti pratici necessari a coprire le funzioni direttive ed amministrative e gli impieghi di concetto nelle aziende commerciali, industriali e bancarie. La scuola, che fece sorgere nel cuore di Biella, in un edificio architettonicamente pregevole, nella convinzione che la qualità dell’ambiente scolastico fosse fondamentale per educare i giovani all’eleganza, al buon gusto e servisse “per fabbricare e stoffa buona e bella”, fu inaugurata sei mesi dopo la sua morte.

Grandi espressioni di cordoglio giunsero da tutto il mondo economico e politico e il 22 aprile del 1913 alla Camera dei Deputati fu così commemorato: “La filantropia di Eugenio Bona si scosta dalla vecchia filantropia caritativa. La sua fu una filantropia saggia, oculata, illuminata come dimostra la scuola di commercio da lui istituita a Biella”.

Il primo preside Albino Machetto

Se Eugenio Bona è stato il fondatore della scuola, il vero realizzatore fu Albino Machetto.

Nato a Bioglio nel 1878, si laureò in Lettere a Torino. Sin da giovane dimostrò grande passione per gli studi geografici che coltivò tutta la vita raggiungendo elevatissimi gradi di competenza. Fu docente di storia e geografia in alcune scuole biellesi nella quali ricoprì anche incarichi ispettivi e di vigilanza.

Fu tra i fondatori del Comitato Biellese della Società Dante Alighieri e della Società Ginnastica Pietro Micca; diede vita a una scuola serale per adulti e fu sostenitore della Università Popolare Biellese. Appassionato di montagna, ricoprì la carica di segretario del direttivo del Club Alpino Italiano. Si occupò di emigrazione, della protezione animale, di rimboschimento e di “tante altre diavolerie”, come lui stesso disse in tono scherzoso.

Ottenuto un periodo di aspettativa, lavorò presso l'Istituto Geografico di Gotha in Germania, apprendendo il disegno cartografico dai migliori maestri e frequentando le università di Jena e di Götingen e le lezioni di Geografia Matematica. Per la forte esperienza acquisita fu chiamato da Giovanni De Agostini a collaborare con l'Istituto Geografico De Agostini, per incarico del quale viaggiò per l'Europa visitando principalmente scuole, istituti, stabilimenti cartografici, laboratori. Diede le dimissioni nel 1913 dopo aver concluso il suo ultimo lavoro, la carta murale dell’Asia.

Alla fine del 1912 Machetto accettò da Eugenio Bona di essere il futuro direttore della sua scuola, incarico che accettò volentieri, come lui stesso scrisse nella sua autobiografia, in quanto gli sorrideva di essere il pioniere di una moderna istituzione libera da vincoli. Il 22 Marzo, però, Bona morì lasciando la scuola incompiuta ma, nonostante le gravi difficoltà e grazie agli aiuti e il sostegno di Lorenzo Delleani e della famiglia Bona, la scuola commerciale aprì i battenti il 4 Novembre. Gli iscritti erano trenta e il Machetto faceva il direttore e il docente, ma anche il segretario e il bidello.

Pur nelle difficoltà economiche capì, da oculato e lungimirante amministratore, l’importanza di arricchire la scuola di laboratori, di collezioni, di una ricca biblioteca con sala lettura, di una cartoteca e persino del cinematografo e di una radio.

Seguì da vicino i suoi alunni per i quali, valendosi dei suoi stretti rapporti con gli imprenditori lanieri del territorio, organizzò, da precursore, borse di studio e stage; si impegnò a trovare lavoro ai suoi diplomati. Uomo dalla visione ampia, molto amato e stimato si adoperò in tutte le iniziative che fossero di utilità non solo alla scuola, ma anche all’avanzamento sociale e culturale del territorio biellese.

Fu autore di diversi lavori: “Il rimboschimento” del 1905, il “Calendario-Atlante De Agostini” nelle annate dal 1906 al 1913. Fondò la Rivista di Geografia Didattica, pubblicò “L’istruzione commerciale e l’istruzione professionale nel Biellese” e “L’istruzione commerciale nei riguardi dell’industria tessile in genere e della laniera in particolare”. Tra i numerosi articoli “Note di geomorfologia pratica del Biellese” pubblicato nel 1938.

Per il suo grande operato ricevette l’onorificenza di Commendatore della Corona d’Italia, di Cavaliere Ufficiale dei SS. Maurizio e Lazzaro; ebbe la Stella d’argento al merito della Scuola.

Dal decennale della sua morte, avvenuta nel 1942, il busto di Albino Machetto si trova nell’atrio a sottolineare l’apprezzamento per tutto il lavoro svolto per l’Istituto e per gli alunni.


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